RISPARMIATORI CONSAPEVOLI

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Rapporto Consob Famiglie 2019

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Solo il 31% riesce ad accantonare. Calano del 3,1% le attività in strumenti finanziari e aumenta la sfiducia.

Gli italiani investono sempre meno, non solo perché diminuiscono quelli che riescono a risparmiare ma anche a causa di una perdita generalizzata di fiducia. È quanto emerge  dal Rapporto Consob 2019 sulle scelte di investimento delle famiglie, nel quale però spicca il dato relativo alla consulenza finanziaria: chi se ne serve stabilisce un forte legame con il suo gestore e quasi mai decide di cambiarlo.

Il patrimonio finanziario segna dunque un calo: dai conti correnti ai mutui, dalle azioni alle obbligazioni. Nel 2018, infatti, “le attività finanziarie lorde hanno registrato una contrazione del 3,1% (-0,5% il dato dell’area euro), a fronte di una crescita delle attività reali del 2,7% e una diminuzione delle passività pari allo 0,7%”. Nel complesso, la Consob fa notare che la ricchezza netta delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile rimane superiore al dato dell’Eurozona, mentre il tasso di risparmio lordo domestico continua a essere inferiore al valore registrato nell’area euro. Lo studio conferma, poi, la distanza tra l’Italia e l’Eurozona riguardo all’incidenza del debito delle famiglie sul Pil (a fine 2018 pari rispettivamente al 40% e al 60%).

Nel dettaglio dello studio, effettuato su un campione rappresentativo dei decisori finanziari italiani composto da 3.056 persone, colpisce il dato che gli italiani continuano a mettere i loro soldi da parte, ma quelli che riescono a farlo stanno diminuendo e piano piano lo stock di risparmio rischia di erodersi. A risparmiare in modo regolare, soprattutto per motivi precauzionali, è “il 31% degli intervistati, in lieve calo rispetto all’anno precedente quando il dato si attestava al 33%”. La percentuale si alza al 37% per chi riesce a risparmiare in modo occasionale, mentre il 26% non accantona nulla, soprattutto perché le spese assorbono tutte le entrate famigliari. La mancanza di risparmi, si evidenzia nel Rapporto, rappresenta il maggior deterrente all’investimento, seguito dalla mancanza di fiducia nel sistema finanziario. A fine 2018, “il 30% delle famiglie italiane dichiara di possedere almeno un’attività finanziaria, rappresentata da fondi comuni e titoli di Stato italiani, rispettivamente nel 26% e nel 18% dei casi”, prosegue la Consob.

Scarica qui il rapporto completo:
http://www.consob.it/documents/46180/46181/20191108_Linciano-Soccorso.pdf/cd386832-4374-4a88-aab6-73785356611e

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31 Ottobre 2019 – 95° Giornata Mondiale del Risparmio

Il 63% preferisce ancora la liquidità, ma sale del 4% la percentuale di chi si affida al gestito. Cresce l’attenzione per la sostenibilità degli investimenti. L’indagine Acri-Ipsos

Non perde vigore la predilezione degli italiani per la liquidità dei propri risparmi: a preferire questa modalità è infatti il 63%, “sia per indole, sia per trovarsi più preparati in un contesto incerto”. Ma sale anche nel frattempo il numero di coloro che scelgono di affidarsi al risparmio gestito: sono il 16%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Sono queste le principali evidenze dell’indagine Acri-Ipsos sugli italiani e il risparmio, da cui emerge che le preoccupazioni future, come motivazione del risparmio, salgono dal 37% al 48%, mentre rimane stabile al secondo posto, 26%, la volontà di risparmiare per un progetto futuro.

Il risparmio viene, quindi, tesaurizzato ancora in gran parte in liquidità, vuoi per una ridotta facilità di trovare un investimento ideale, vuoi per la diffidenza verso norme ed istituzioni che lo tutelano (60% ritiene non sia adeguatamente tutelato). Infatti, in una situazione in cui il risparmio gioca un crescente ruolo di autoassicurazione, questa ridotta fiducia non può che confermare la predilezione per la liquidità. 

Si fatica in questi anni a trovare l’investimento ideale, a tal punto che per il 35% l’ideale è proprio non investire, tenersi i soldi o spenderli, dato in crescita di 5 punti rispetto al 2018 e che raggiunge il massimo della serie (nel 2001 erano il 21%). Scende di 6 punti l’attrazione verso titoli considerati più sicuri, oggi ideali per il 25%, rimangono stabili il ‘mattone’ al 33% e gli investimenti più rischiosi al  7%. Nei fatti, rispetto allo scorso anno, aumentano i correntisti (85%, + 4 punti percentuali rispetto al 2018) e coloro che approcciano il risparmio gestito (16%, + 4 punti).

Per quanto riguarda invece la gestione del risparmio, “emerge il desiderio di impatto sociale e ambientale positivo delle proprie scelte di risparmio (22%)”. Secondo l’indagine cresce infatti la consapevolezza degli italiani rispetto ai temi della sostenibilità “il 71% ne ha sentito parlare, e di conseguenza la loro preoccupazione, che determina una volontà di agire in prima persona sia come consumatore (52% più attento nei consumi), sia come risparmiatore (36% più attento negli investimenti)”. La sostenibilità sembra diventare “quasi un prerequisito, piuttosto che un elemento di differenziazione, che in futuro non potrà non essere soddisfatto”. Questo interesse offre quindi, “per chi saprà coglierla, una nuova prospettiva per ridurre la preferenza per la liquidità e per incrementare l’investimento in attività di impatto sociale ed ambientale” si legge nell’indagine.

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Leggi l’articolo: https://www.firstonline.info/risparmio-e-conti-pubblici-sostenibilita-e-la-via-maestra/

Guarda il video: https://youtu.be/NIpUKKSjtTY

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Rapporto Consob Famiglie 2018

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Il IV Rapporto CONSOB sulle scelte finanziarie delle famiglie italiane si articola in più sezioni. La prima sezione illustra i macro-trend di ricchezza e risparmio delle famiglie; la seconda delinea le caratteristiche socio demografiche e attitudini individuali del campione; la terza esplora competenze finanziarie e attitudine verso il rischio dei decisori finanziari; la quarta sezione è dedicata alle abitudini di financial control (pianificazione finanziaria, gestione del budget familiare, indebitamento e risparmio); la quinta e la sesta indagano, rispettivamente, le scelte d’investimento più diffuse e la domanda di consulenza finanziaria da parte degli individui intervistati. Il Focus del Rapporto 2018 è dedicato alla theory of planned behaviour e alle intenzioni di accrescere la cultura finanziaria e di monitorare il bilancio familiare.

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31 Ottobre 2018 – 94° Giornata Mondiale del Risparmio

Mercoledì 31 ottobre 2018 a Roma, presso l’Angelicum, Pontificia Università San Tommaso D’Aquino, in Largo Angelicum 1, è stata celebrata la 94a Giornata Mondiale del Risparmio, organizzata da Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa. Titolo dell’edizione di quest’anno è “Etica del risparmio e sviluppo”.

Sono intervenuti: Giovanni Tria, ministro dell’Economia e delle Finanze; Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia; Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri; Antonio Patuelli, presidente dell’Abi – Associazione Bancaria Italiana.

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31 Ottobre 2017 – 93° Giornata Mondiale del Risparmio

Scarica qui il report completo: Report_completo

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Educazione finanziaria degli Italiani: a che punto siamo?

Lo scorso 14 settembre è stata presentata la ricerca “Consapevolezza, fiducia, crescita: le sfide dell’educazione finanziaria”, progetto del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo, basato su interviste effettuate da Doxa fra gennaio e febbraio 2017. L’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziare degli italiani affronta ogni anno un tema monografico: nel 2017 l’attenzione si è concentrata sull’alfabetizzazione finanziaria, ovvero su livello di attenzione degli italiani in questo campo, le fonti dell’educazione finanziaria e le relazioni di questa con diverse variabili.

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Rapporto Consob Famiglie 2017

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Consob ha pubblicato il Rapporto 2017 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, nel quale vengono fornite evidenze in merito alle scelte di portafoglio degli investitori retail alla luce dei relativi modelli decisionali, livello di conoscenze finanziarie e attitudini comportamentali. Il Report 2017 – curato da Nadia Linciano (coordinatrice), Monica Gentile e Paola Soccorso della Divisione Studi, Ufficio Studi Economici Consob – prende in esame i temi relativi a ricchezza e risparmio delle famiglie nell’area Euro, conoscenze finanziarie e tratti comportamentali, pianificazione finanziaria e risparmio, scelte e abitudini di investimento, la domanda di consulenza finanziaria. Il Focus dell’edizione 2017 è invece dedicato alle attitudini verso l’informazione finanziaria.

Ricchezza e risparmio delle famiglie nell’area Euro

Nel corso del 2016, in linea con gli andamenti rilevati nell’area Euro, è proseguita la crescita del reddito disponibile delle famiglie italiane, la cui ricchezza netta è rimasta invece sostanzialmente stabile attorno ai livelli pre-crisi. Il tasso di risparmio domestico è lievemente aumentato, anche se continua ad attestarsi a un livello inferiore ai valori di lungo periodo e alla media dell’Eurozona. Gli indicatori di indebitamento delle famiglie – pur superiori al dato registrato prima del 2007 – rimangono significativamente più contenuti di quelli europei. Nel mercato del credito, i prestiti alle famiglie hanno raggiunto il livello più alto dell’ultimo triennio, sebbene soprattutto in Italia la domanda mostri un andamento discontinuo.

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Rapporto Consob Famiglie 2016

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Ricchezza e risparmio delle famiglie nell’area euro
Negli ultimi anni, la ricchezza netta delle famiglie dell’Eurozona è aumentata (+3,2% nel 2015), mentre è rimasta sostanzialmente invariata in Italia (+0,4% circa nel 2015), dove l’aumento delle attività finanziarie (+5,2%) è stato controbilanciato dalla riduzione delle attività reali (-3%; Figure 1.1). Nell’area euro, il rafforzamento della situazione economica delle famiglie (testimoniato a partire dal 2013 dalla ripresa dell’occupazione e dall’aumento del reddito disponibile; Figure 1.2) è andato di pari passo con il costante miglioramento del sentiment degli operatori e il graduale ritorno del tasso di risparmio sui livelli pre-crisi (13%). In Italia, pur mostrando un andamento analogo a quello dell’Eurozona, il tasso di risparmio resta molto al di sotto dei valori di lungo periodo, segnando un divario crescente rispetto alla media europea (rispettivamente, circa il 10% e il 13% a fine 2015; Figure 1.3). Una maggiore percezione del rischio e un minore interesse per gli investimenti finanziari continuano a orientare le preferenze delle famiglie verso prodotti liquidi (circolante e depositi), prodotti assicurativi e fondi pensione, a fronte di una contrazione del peso di azioni e obbligazioni. Un andamento simile si registra anche in Italia, dove i fondi comuni hanno tuttavia sperimentato un netto recupero (Figure 1.4). Per quanto riguarda le passività finanziarie, nell’Eurozona la posizione delle famiglie è rimasta solida, come emerge anche dalla leggera diminuzione, a partire dal 2013, dell’incidenza del debito sia sulle attività finanziarie sia sul Pil (rispettivamente, 32% e 61% a fine 2015). I dati per l’Italia rimangono stabilmente inferiori alla media dell’area euro (attestandosi, rispettivamente, a 23% e 43% nel 2015), malgrado il differenziale si sia ridotto nel corso degli ultimi anni (Figure 1.5). I prestiti bancari alle famiglie, dopo la significativa contrazione negli anni precedenti, mostrano graduali segnali di ripresa a partire dalla fine del 2014, grazie al contributo positivo sia dell’offerta sia della domanda (Figure 1.6 e Figure 1.7) e alla costante diminuzione dei tassi sui prestiti bancari (Figure 1.8).

Fonte: Consob

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Rapporto Consob Famiglie 2015

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BANCA D’ITALIA – Questioni di Economia e Finanza Quaderno n. 433

LA RICCHEZZA DEGLI ITALIANI DIFFERENZA TRA UOMINI E DONNE
di Giovanni D’Alessio

Il lavoro, utilizzando i dati dell’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, effettua una ricostruzione dei dati sulla ricchezza individuale in Italia.
I dati consentono di descrivere divari consistenti tra uomini e donne, maggiori per le attività finanziarie rispetto alle attività reali e in particolare agli immobili. I divari, più ridotti nelle età giovanili e crescenti nell’età adulta, appaiono in diminuzione nel corso del tempo, ma ancora significativi.

Gli indici di concentrazione della ricchezza netta individuale sono ampiamente maggiori di quelli calcolati sulla ricchezza familiare o sulla ricchezza pro-capite, che ripartisce equamente la ricchezza tra i membri della famiglia. Il trend nei livelli di concentrazione, tuttavia, non si modifica in modo rilevante.

Alcune regressioni suggeriscono che i divari osservati siano da attribuire in larga parte alle differenze tra i generi in termini di età, titolo di studio, occupazione e reddito.

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